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    gioco destrutturato

    Con il materiale destrutturato il gioco si fa serio

    “Giocare è una cosa seria” diceva Munari, questo perché il bambino, attraverso il gioco, impara.

    Per il bambino il gioco è qualcosa di sacro e di necessario, come respirare. Il gioco è fatto di attività, di continui esercizi nell’ambiente, di costruzione e di esperienza.  Attraverso il gioco il bambino sviluppa le sue capacità motorie e sensoriali, elabora la sua soggettività ed esprime le proprie emozioni.

    Per giocare non servono tanti giochi, ma rendere il bambino attivo nella sua esperienza di gioco, attraverso l’utilizzo di materiali che soddisfino le sue esigenze di crescita e, possibilmente, in un ambiente ordinato che inviti al gioco e permetta la concentrazione.

    Malaguzzi diceva:

    “L’oggetto consueto rinnova il suo apparire, l’azione abituale si carica di significati.”

    Il materiale destrutturato è un grande strumento nelle mani del bambino: mettendolo a sua disposizione gli stiamo trasmettendo un grande valore educativo, ovvero che un oggetto può essere riutilizzato e magari trasformarsi.

    Cosa sono i materiali destrutturati?

    Sono oggetti costituiti da materiale vario: elementi di carta, legno, elementi naturali (sassi, piume, conchiglie, legnetti, muschi, foglie…) ma anche vetro, stoffe e metalli, rotoli della carta igienica, tubi di gomma, contenitori di varie grandezze e materiale, tappi, mollette.

    Insomma, tutto ciò che non ha la specifica funzione di giocattolo ma che si può utilizzare in modo simbolico e creativo.

    Perché è importante per i bambini avere la possibilità di giocare con i  materiali destrutturati?

    • Per allenare lo sguardo perché diventi esploratore di creatività

    Questa tipologia di materiale, infatti, permette di sperimentare le caratteristiche fisiche degli oggetti, di scoprirne le proprietà termiche (freddo/metallo, caldo/ legno..), di conoscere gli oggetti attraverso i cinque sensi, di metterli in relazione fra loro e di comprenderne le reazioni alle azioni. Tutto questo è in grado di attivare complessi meccanismi di ragionamento e apprendimento duraturi.

    Il bambino, che agisce con le proprie mani sul materiale destrutturato, avrà la possibilità di creare con esso un dialogo, tra i suoi gesti, la materia e il suo pensiero. Ed è così che svilupperà la sua creatività, diventando piano piano esploratore di sé stesso e del mondo circostante.

    •  Per affinare nel bambino la sfera della sensibilità e della emotività

    Gli oggetti diventano un materiale simbolico ricco di significati: una manciata di sassi può trasformarsi in una giungla piena di animali; rametti e conchiglie possono trasformarsi negli amici e dare vita a scene di vita quotidiana; foglie e terra si trasformano in cibo per mamma, papà, fratelli, nonni…

    In tutte queste esperienze il bambino inscena le sue stesse emozioni, dà forma ai suoi ragionamenti e pensieri, sperimenta la pazienza del mettere in ordine, impara la geometria degli oggetti, gestisce conflitti e attiva collaborazioni.

    • Per la varietà di sensazioni che producono

    La loro ricchezza manipolativa e le occasioni di apprendimento offrono sensazioni diverse, relativamente a forma, peso, consistenza, calore, odore, gusto, volume, modificabilità, resistenza. Legno, metallo, tessuto reagiscono in maniera diversa alla manipolazione cambiando aspetto e consistenza: sono lisci, rugosi, morbidi, duri, lasciano tracce gustative diverse.

    Questo significa che dobbiamo allenarci alla curiosità: prima di buttare qualsiasi cosa che ci capita tra le mani dobbiamo sempre chiederci se può essere utile al bambino e, se non è pericoloso o danneggiato, possiamo metterlo a sua disposizione in una cesta o un contenitore predisposto in casa.

    gioco destrutturato

    “Un bambino creativo è un bambino felice” ripeteva spesso Bruno Munari.

    Quando un bambino può esprimere liberamente emozioni e sentimenti attraverso il linguaggio dei segni, delle forme e dei colori, quando un bambino può costruire e reinventare il suo mondo, allora sì che è davvero felice!

    Abbiamo pensato a un libro da proporvi in maniera un po’ diversa, ovvero animandolo con il materiale destrutturato: ecco CAPPUCCETTO VERDE!

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